HomeSerie APagelle🦅 Pagelle Lazio – Milan 1-0 – 15/03/2026

🦅 Pagelle Lazio – Milan 1-0 – 15/03/2026

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Motta 7 — Sicuro tra i pali, legge la partita con freddezza e interviene nei momenti chiave: le sue uscite non sono mai improvvisate ma calcolate, e quando serve mette la mano dove altri avrebbero esitato. La sua presenza dà ordine alla difesa e tranquillità alla squadra.

Marušić 6.5 — Instancabile sulla fascia, alterna coperture puntuali a spunti offensivi: non è mai timido nel sacrificio e spesso è lui a ricucire le transizioni difensive. La sua costanza è una risorsa che permette alla squadra di mantenere equilibrio per tutta la partita.

Gila 8 — Pilastro difensivo: domina i duelli aerei, anticipa con tempismo e guida la linea con autorità. Quando la squadra soffre è lui che prende in mano la situazione, imponendo fisicità e sicurezza e annullando i riferimenti offensivi avversari.

Provstgaard 7 — Presenza fisica e letture semplici ma efficaci: vince i contrasti, pulisce le seconde palle e spezza le azioni avversarie prima che diventino pericolose. La sua solidità permette ai compagni di giocare con più libertà.

Tavares 6.5 — Solido in fase difensiva e utile quando spinge: non cerca la giocata spettacolare ma costruisce superiorità con scelte intelligenti. La sua affidabilità sulla corsia è fondamentale per non lasciare varchi alle ripartenze.

Taylor 6.5 — Dinamico e imprevedibile, mette in difficoltà la retroguardia con accelerazioni e cambi di ritmo; qualche imprecisione nelle rifiniture, ma i suoi guizzi creano sempre pericolo e costringono gli avversari a riorganizzarsi.

Patric 7 — Lavoro sporco e cervello tattico: copre gli spazi, legge le situazioni e chiude le linee di passaggio. Non cerca la gloria ma la sua disciplina è spesso la chiave per mantenere ordine e compattezza.

Dele‑Bashiru 6 — Gioca con intensità e voglia di costruire, prova a dettare i tempi ma paga ancora qualche imprecisione tecnica. La sua energia è preziosa per rompere il ritmo avversario; con più lucidità può diventare determinante.

Isaksen 7.5 — Freddo e concreto: il movimento che porta al gol è frutto di lettura e tempismo, non di fortuna. Sa attaccare lo spazio, finalizzare con lucidità e dare alla squadra quel guizzo decisivo quando la partita è in bilico.

Maldini 6 — Mette il fisico e l’esperienza al servizio della squadra: non sempre appariscente, ma utile nel pressing e nelle ripartenze; il suo contributo è soprattutto tattico e di sacrificio.

Pedro 6 — Gestisce i ritmi con mestiere: entra per controllare la partita, rallentare quando serve e far girare la palla con intelligenza. Non cerca l’azione personale ma dà equilibrio e senso del tempo alla squadra.

Zaccagni 6 — Ha provato a essere il motore creativo della squadra: movimenti tra le linee, tocchi rapidi e qualche cambio di passo che ha provato a scardinare la difesa rossonera.

Dia 6 — Ha mostrato buona volontà e dinamismo quando chiamato in causa, cercando di dare profondità alla manovra e di allungare la difesa avversaria.

Cancellieri sv

Belahyane sv

👔 Maurizio Sarri – 8

La Lazio è organizzata, corta, aggressiva, coerente.
Ha preparato la squadra con lucidità tattica e freddezza mentale: la Lazio è scesa in campo compatta, con ruoli chiari e una lettura della partita che ha annullato i punti di forza del Milan. La vittoria nasce da una strategia precisa, applicata con disciplina dai giocatori; Sarri ha saputo trasformare la tensione in ordine e concretezza.

💙 I Laziali – VOTO 10

Un esempio di unitĂ , passione, identitĂ .
La coreografia preparata, la partecipazione, il sostegno continuo: la Curva Nord ha dimostrato ancora una volta cosa significa essere la spina dorsale della Lazio.
Il voto “1” è simbolico: è il numero della prima linea, di chi non molla mai, di chi rappresenta l’anima del club più di chiunque altro.

❌ Società – VOTO 0

E in particolare Claudio Lotito – 0 pieno.
La censura della scenografia con la scritta LIBERTÀ in Tribuna Tevere è l’ennesima dimostrazione di distanza siderale dal sentimento popolare.
Il tifo è l’anima della Lazio, non un fastidio da controllare.
E quando il presidente parla del “coso” Ugo Longo, dovrebbe prima sciacquarsi la bocca: la storia della Lazio merita rispetto, non ironie da bar.

La societĂ  continua a mostrarsi lontana, autoreferenziale, incapace di comprendere che senza la sua gente la Lazio non esiste.

#liberalalazio

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